Nel corso della sua storia ultracentenaria, la squadra di football americano della University of Alabama ha vinto oltre 17 titoli nazionali: 5 sono arrivati negli ultimi 13 anni sotto la guida del capo allenatore Nick Saban.

È quindi più che lecito chiedersi se l’allenatore originario della West Virginia abbia qualche segreto alla base di tali risultati.

La risposta sembra essere nella strategia di pensiero che insegna ai propri giovani atleti, chiamata the process (il processo), oggi popolare anche tra molti atleti professionisti:

– ogni situazione non viene mai vista a livello generale, in particolar modo quelle che possono essere percepite come difficili: partite particolarmente impegnative, vincere il campionato, recuperare una situazione di grande svantaggio

– i giocatori sono invitati invece a focalizzarsi nel fare le più piccole cose in modo corretto: allenarsi con il massimo dell’impegno, applicare gli schemi alla perfezione, completare ogni singola azione di gioco.


Una logica simile a quella resa famosa da Nick Saban nel famoso discorso dello spogliatoio di “Ogni Maledetta Domenica”, ma che con coach Saban trova una sua implementazione di successo nel mondo reale.

Una campionato dura diversi mesi.

Una partita, un paio d’ore.

I touch down da recuperare possono essere 3-4.

Ma ogni singola azione si esaurisce in pochi secondi, ed i campionati e le partite sono il risultato globale di tutte le singole azioni.


Se la squadra segue the process, ecco che si riescono a superare le criticità, raggiungendo eventualmente anche la cima della classifica, senza essersi dovuti focalizzare direttamente sull’ostacolo.

Allo stesso tempo, organizzare le singole azioni corrette, nel giusto ordine, si rivela determinante anche nel lavoro e nella vita.

Non solo gli ostacoli verranno superati rapidamente, ma si sarà così concentrati sul mettere un piede davanti l’altro, da non rendersi nemmeno conto della loro presenza lungo il cammino.

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