“Ci parli di lei“

Il candidato è appena entrato nella stanza (o, nello scenario 2020, si è appena attivato Zoom…).

Nonostante sia una domanda semplice, molte persone (soprattutto quelle meno esperte) tendono ad andare in difficoltà.

Non si tratta necessariamente di un quesito posto solo per rompere il ghiaccio. 

L’obiettivo del selezionatore è anche quello di testare la capacità del candidato nel gestire l’imprevisto e saper organizzare il proprio pensiero; di trovare una validazione a quanto già riscontrato dall’analisi di curriculum e cover letter.

Da qui l’importanza di farsi trovare preparati con un discorso chiaro, quello che negli Stati Uniti si chiama “signature speech”. Informazioni ben definite e strutturate rispetto alla sfera professionale: dettagli su  carriera, competenze e percorso di studi.

Magari parlando anche dei propri punti di forza e illustrando le abilità migliori,  quelle che per l’azienda possono rappresentare un valore aggiunto.

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Davanti a noi un ottimo curriculum vitae accompagnato da una brillante cover letter. Ci troviamo di fronte al candidato perfetto?

Regina Hartley, da oltre 25 anni responsabile della talent acquisition del gruppo UPS, propone una prospettiva differente.

Nella scelta tra l’avatar del candidato ideale e quella di un altro profilo con una storia personale meno limpida e lineare (che viene definito “scrapper”), Hartley è portata a dare una possibilità proprio a quest’ultimo.

In questo suo discorso TED (in cui sono disponibili anche i sottotitoli in italiano), l’esperta manager statunitense ci racconta di essere stata una di loro, cresciuta circondata dalle avversità: questo le ha fornito l’empowerment e la grinta per resistere in un ambiente di lavoro sempre in continuo cambiamento.

“Scegliete il profilo sottovalutato dotato di armi segrete come passione e motivazione. Assumete lo Scrapper”.

 

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